Iperammortamento: cos’è, come funziona e quando conviene alle imprese

L’iperammortamento è un incentivo fiscale introdotto dalla legge di Bilancio del 2026, per sostenere gli investimenti delle imprese in tecnologie avanzate e processi produttivi innovativi. La misura consente alle aziende di aumentare il valore fiscale dei beni strumentali acquistati, permettendo così di dedurre quote di ammortamento più elevate e ottenere un significativo vantaggio in termini di riduzione del carico fiscale.

Questo strumento si inserisce nel più ampio quadro delle politiche volte a stimolare la modernizzazione del sistema produttivo, incentivando l’acquisto (anche in leasing finanziario) di macchinari, impianti e tecnologie interconnesse che migliorano l’efficienza e la competitività delle imprese.

In questo scenario, il leasing finanziario rappresenta uno strumento particolarmente efficace per pianificare gli investimenti aziendali e sfruttare appieno la leva dell’iperammortamento: pur ottenendo lo stesso vantaggio in termini numerici dell’acquisto diretto, il leasing consente all’impresa di spalmare la maxideduzione su una durata più breve, generando un beneficio fiscale immediato e concentrato.

Nel corso di questo approfondimento vedremo che cos’è l’iperammortamento e come funziona, su quali beni può essere applicato, quali imprese possono beneficiarne e come si calcola concretamente il vantaggio fiscale.

Cos’è l’iperammortamento

L’iperammortamento è un incentivo fiscale che consente alle imprese di beneficiare di una maggiorazione delle quote di ammortamento fiscale relative all’acquisto di determinati beni strumentali tecnologicamente avanzati.

In pratica, l’agevolazione permette di dedurre fiscalmente un valore superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto per l’investimento, secondo percentuali che variano per fasce di importo (+180% fino a 2.5mln di €, +100% da 2,5 a 10 mln di €, +50% da 10 mln a 20 mln di €). Questo meccanismo genera un vantaggio concreto in termini di riduzione della base imponibile e rientra tra le principali agevolazioni fiscali per le imprese introdotte negli ultimi anni per sostenere la modernizzazione del sistema produttivo.

Come funziona l’iperammortamento: esempio pratico

Il meccanismo dell’iperammortamento si basa sulla maggiorazione del costo fiscale del bene su cui vengono calcolate le quote di ammortamento. In pratica, l’impresa paga il bene al suo prezzo reale, ma ai fini fiscali può considerare un valore più elevato su cui calcolare l’ammortamento, aumentando così le quote deducibili nel tempo e abbattendo conseguentemente la base imponibile su cui calcolare le imposte.

Facciamo un esempio semplice. Un’impresa acquista un bene strumentale nuovo al costo di 100.000 €. Rientrando nel primo scaglione (< 2,5 mln), il calcolo è il seguente: :

  • Costo effettivo del bene: 100.000 €
  • Maggiorazione 180%: 100.000 € × 180% = 180.000 €

Risparmio fiscale: Maggiorazione ×aliquota IRES: 180.000 ×24% = € 43.200

In sintesi, l'impresa ottiene un risparmio fiscale di 43.200 euro, pari al 43,2% dell'investimento iniziale.

L’iperammortamento rappresenta uno strumento particolarmente indicato per le imprese con un reddito imponibile capiente nell'anno in cui si deduce. Nel caso di impresa in perdita fiscale la maggiorazione dell’iperammortamento non decade ma ha un appeal inferiore: incrementa la perdita fiscale riportabile agli esercizi successivi (art. 84 TUIR). Il vantaggio viene semplicemente rinviato agli anni in cui l'azienda tornerà in utile.

A chi si rivolge l’iperammortamento

L’iperammortamento è un’agevolazione rivolta alle imprese che conseguono un reddito di impresa. Ne possono beneficiare imprese di qualsiasi dimensione, dalle piccole e medie imprese fino alle grandi aziende, purché effettuino investimenti in beni rientranti tra quelli previsti dalla normativa.

L’incentivo è accessibile sia alle società sia alle ditte individuali, indipendentemente dal settore economico in cui operano. Sono invece esclusi dall’agevolazione i professionisti e i lavoratori autonomi e le imprese in crisi o colpite da sanzioni interdittive.

Su quali beni si applica l’iperammortamento

L’iperammortamento si applica agli investimenti in:

  • Beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli elenchi di cui agli allegati IV e V interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
  • Beni Green (Autoproduzione), ovvero i beni materiali nuovi strumentali finalizzati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo (anche a distanza ex art. 30, c. 1, lett. a, n. 2, D.Lgs 199/2021).

Tra i beni materiali che possono rientrare nell’agevolazione figurano, ad esempio, macchinari industriali, impianti automatizzati, robot industriali e sistemi di produzione integrati, ovvero tutte quelle tecnologie che consentono di rendere i processi produttivi più efficienti, automatizzati e interconnessi.

Accanto ai beni materiali, l’incentivo può riguardare anche i server e reti, definiti “Beni strumentali per l'elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati". Il testo cita espressamente le infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni (HPC), i server GPU e i sistemi di accelerazione hardware.

Iperammortamento e leasing: perché può essere ancora più vantaggioso

L’iperammortamento può essere applicato anche ai beni strumentali acquisiti tramite leasing finanziario, consentendo alle imprese di combinare i benefici dell’incentivo fiscale con la flessibilità di questa forma di finanziamento. In questo modo, l’azienda può accedere alle tecnologie necessarie per innovare i propri processi produttivi senza sostenere immediatamente l’intero investimento.

Nel leasing, infatti, il bene viene messo subito a disposizione dell’impresa, permettendo di utilizzarlo fin da subito all’interno del ciclo produttivo, mentre il pagamento dell’investimento avviene attraverso canoni periodici.

L’applicazione dell’iperammortamento, poi, aggiunge un vantaggio importante che riguarda i tempi di deduzione fiscale che sono molto più rapidi (la metà) rispetto all’acquisto diretto. Ad es. nel caso di un bene iperammortizzabile con una durata decennale di ammortamento fiscale a fronte di un acquisto diretto, in caso di leasing la maxideduzione avviene addirittura in 5 anni a prescindere dalla durata di stipula del contratto.

Grazie a queste caratteristiche, il leasing rappresenta quindi uno strumento particolarmente indicato per le imprese che investono in innovazione: flessibilità temporale nella distribuzione del costo dell’investimento, maggiore liquidità a disposizione dell’azienda e combinazione cumulata con altre agevolazioni fiscali.

Iperammortamento e cumulabilità con altre agevolazioni

Uno degli aspetti più interessanti dell’iperammortamento è la possibilità di cumularlo con altre misure di sostegno agli investimenti. In molti casi, infatti, l’incentivo può essere affiancato ad altri strumenti di agevolazione fiscale, contribuendo a ridurre ulteriormente il costo complessivo dell’investimento.

Tra gli esempi più frequenti di cumulabilità rientrano i contributi regionali a sostegno degli investimenti produttivi, ma anche altre misure nazionali dedicate allo sviluppo delle imprese, come la Nuova Sabatini o gli incentivi previsti per le aree ZES (Zone Economiche Speciali). Nel cumulo delle agevolazioni, la base di calcolo per l’iperammortamento è sempre al netto degli altri contributi o sovvenzioni: prima di calcolare la maggiorazione del 180%, il valore del bene viene decurtato dagli altri contributi o sovvenzioni ricevuti.

È tuttavia importante considerare che la cumulabilità tra diversi incentivi deve sempre rispettare i limiti e le condizioni previste dalla normativa. Per questo motivo, prima di procedere con un investimento, è sempre consigliabile valutare attentamente la struttura dell’operazione insieme ai propri consulenti fiscali o finanziari.